Il ciclismo professionistico si muove come un organismo vivente, un nastro di corpi che fende il vento a velocità autostradali. La precisione lo mantiene in equilibrio; un solo errore di valutazione può disperderlo come vetro. Le ricerche in medicina sportiva mostrano costantemente un’alta incidenza di cadute nelle gare su strada di élite, soprattutto nei densi gruppi del plotone e nelle discese tecniche.
Ogni ciclista si muove in uno spazio dove un solo errore cambia tutto
